A Bologna il Seminario ‘Close-to (Vicino a…)’ per la prevenzione degli incidenti stradali fra giovani conducenti
(01/04/2010
- 10.04)
Fra gli altri, hanno partecipato all’incontro il Segretario Nazionale Autoscuole Unasca Mario Forneris, l’ing. Pietro Marturano del Ministero Infrastrutture e Trasporti, Francesco Cozzi, Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Genova
Il 25 marzo scorso si è svolto a Bologna il Seminario formativo su sicurezza stradale, sistema sanzionatorio e misure alternative, denominato “CLOSE-TO”.
Col fine di prevenire gli incidenti stradali fra i giovani conducenti, il collaudato progetto pone diverse domande in cerca di risposta. Si parte da quanto possa essere efficace un percorso riparativo in sostituzione all’esperienza carceraria, e attraverso il dubbio se controlli per il contrasto della guida in stato di ebbrezza e la sospensione della patente siano sufficienti come deterrente, si arriva a chiedersi se possa essere possibile proporre nelle autoscuole una fase di apprendimento interattivo attraverso il confronto con il testimone di un’esperienza traumatica come un incidente stradale.
Nato il Austria nel 2004, il progetto ha avuto un buon seguito in diversi Stati europei, tanto da essersi riconquistato il finanziamento della Comunità europea fino al 2010. In Europa sono state coinvolte circa 270 autoscuole e la gremita sala congressi del Royal Hotel dimostra che la sfida lanciata dalla dottoressa Rita Pfeiffer è stata colta e che ci siano i presupposti per aver un buon seguito in Italia.
Il Progetto, magistralmente presentato dalla S.I.P.Si.Vi (Società Italiana Psicologia della Sicurezza Stradale), si propone di introdurre il “Module Close-to”, ovvero di avviare, attraverso un apprendimento emozionale, un processo di identificazione da inserire in modo sistematico nei corsi per il conseguimento della patente. L’impiego di giovani che si sono confrontati con un incidente stradale (traffic offender, testimoni, vittime) responsabilizza i ragazzi sui rischi alla guida e mira a ridurre il consumo di sostanze psicoattive.
Tra i vari interventi da segnalare quello dell’ing. Pietro Marturano del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, statistiche alla mano, ha rimarcato la necessità di attuare progetti di intervento forti, atti a generare un repentino cambio di direzione, in previsione di centrare l’obiettivo prefissato dalla Comunità Europea di riduzione dell’incidentalità sulle strade entro la fine del 2010.
Francesco Cozzi, Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Genova, dopo aver evidenziato i problemi di attuazione del Codice Penale per la giustizia italiana, ha anticipato una proposta di legge atta a modificare le pene detentive a favore di lavori socialmente utili.
E le autoscuole cosa ne pensano?
“Nessuno meglio di Unasca – afferma Manuel Picardi presente all’incontro – può rappresentare la realtà italiana. Se ne sono accorti anche gli altri soggetti istituzionali, tant’è che Mario Forneris, Segretario Nazionale Autoscuole, è stato invitato alla tavola rotonda per esprimere il punto di vista del nostro settore, nonché le difficoltà di attuazione del progetto. Una possibile strada percorribile potrebbe essere quella di cominciare con un progetto pilota, ovvero partire con un campione di autoscuole distribuite sul territorio nazionale, che possa cominciare a valutare il forte, ma sperato, impatto emotivo generabile”.
Il Progetto “Close-to” (www.close-to.net) è stato presentato da Rita Pfeiffer, Austrian Mobility Research, Vienna.
Nelle foto
Uno scorcio della sala
Francesco Cozzi – Pietro Marturano
Mario Stefano
Rita Pfeiffer