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CODICE DEONTOLOGICO DEI CONSULENTI PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO
(LEGGE 264 DEL 1991)
Approvato dal Consiglio Nazionale Studi dell’Unasca il 15 settembre 2002
Versione aggiornata ed approvata al Consiglio Nazionale Studi del 27 gennaio 2008
L'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, la cui genesi vanta più di mezzo secolo, ha registrato nel corso degli anni un lento ma sicuro e costante evolvere, tale da trasformare l'originario compito di intermediazione in attività professionale intesa nella più stretta accezione.
L'intermediario di ieri si è dunque trasformato nel professionista di oggi che, sulla scorta di speciali conoscenze del settore specifico e di quelli ad esso propedeutici, connessi o complementari, orienta l'Utenza nel variegato e, spesso, complesso, se non contorto, pianeta dell'automobilismo.
Tale trasformazione non è sfuggita al legislatore che, provvidamente, ha ravvisato la necessità, oltre che l'opportunità, di regolamentare con legge lo svolgimento dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. Né è sfuggita all'apparato burocratico statale preposto al settore che ha cercato nuove vie di collaborazione con i consulenti sino ad arrivare ad una forma di interazione per la cura dei comuni interessi volti alla salvaguarda del corretto operare per il soddisfacimento dei diritti dell'Utenza e della legittimità dell'azione amministrativa. Da ciò consegue che oggi il consulente può, a ragion veduta, qualificarsi come soggetto "istituzionale privato" e cioè come colui che, certo delle proprie conoscenze e supportato dall'organizzazione tecnico - amministrativa dallo stesso ideata ed attuata, colloquia con le Istituzioni e concorre con il proprio apporto ad una celere ed equilibrata risoluzione dei problemi.
Tale evoluzione tuttavia non è ancora sufficiente a sopire antiche sacche di diffidenza degli interlocutori pubblici e privati. E tuttavia, atteso l'elevato grado di professionalità che i consulenti hanno raggiunto e che quotidianamente pongono al servizio di privati e Istituzioni, l'obiettivo ora da centrare è quello, per così dire, di una perfezione di immagine che, attraverso la limpidezza dell'operato dei consulenti, valga a dissipare ogni residua malfidenza nei confronti degli operatori.
A tal fine si è ritenuta la necessità di formalizzare i principi cui i consulenti improntano la propria attività professionale, affinchè gli stessi possano essere divulgati presso i destinatari (Utenza e PP.AA.) dell'attività professionale e costituiscono una sorta di patto d'onore che il consulente virtualmente sottoscrive con i propri referenti pubblici e privati.
La Segreteria Nazionale Studi
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